PAUL KLEE

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PAUL KLEE

A cura della Dott.ssa Carlotta Quentin

Il 29 giugno, giorno della morte di Paul Klee, si celebra il World Scleroderma Day, proprio perché l’artista, in quanto affetto da questa malattia, rappresenta il personaggio simbolo per tutti i malati di Sclerodermia. Si tratta di una malattia rara e incurabile che provoca un progressivo ispessimento della pelle e conseguentemente degli organi interni.

L’ASSMAF, Associazione per lo Studio della Sclerosi Sistemica e delle Malattie Fibrosanti onlus, trae il suo logo, dalla celebre opera di Klee “Giardino di Tunisi”; un’opera che incarna il progressivo irrigidimento della pelle e degli arti e altre gravi conseguenze che portarono nel giugno del 1940, alla morte dell’artista. Sembra quasi impossibile che Klee abbia realizzato quest’opera nel 1919, molto prima della scoperta della sua malattia ma sono proprio questi alberi a ricordare le mani e gli arti dei malati che progressivamente diventano sempre più rigide e prive di forza.

All’artista fu diagnosticata questa malattia nel 1935, momento molto difficile della sua vita perché a causa della sua arte non standardizzata, fu considerato dal nazismo uno tra gli “artisti degenerati” e di conseguenza allontanato dall’insegnamento all’Accademia di Düsseldorf. Si è ipotizzato che questo trauma possa aver portato all’affiorare della malattia. È di questo anno l’opera “L’uomo segnato”, un autoritratto, che l’artista ha voluto dipingere a seguito della scoperta della malattia come a definire la nascita di una nuova fase artistica caratterizzata da un uso intenso di colori drammatici  attraversati da linee scure come testimonianza del suo dolore e della sua sofferenza.

Sono i titoli delle sue opere a riflettere il disagio e la lotta che l’artista ha affrontato sia da un punto di vista fisico, che mentale causato dall’impossibilità, tra le varie cose, di insegnare (una delle sue più grandi passioni).

Tutto ciò è evidente nella sua meditazione filosofica, espressa attraverso i suoi scritti, riflettendosi anche nelle opere, dove l’incertezza dell’esistenza non lascia spazio alla pura fantasia, esplicandosi nell’analisi e nella rappresentazione del dolore, della morte e dell’ignoto.

È a partire dal 1938 che Paul Klee porta a compimento le sue ricerche artistiche giungendo alla piena consapevolezza dell’Astrattismo espresso in opere come: “Intenzione” e “Parco” nelle quali fonde in maniera esemplare gli elementi della natura ad altri segni misteriosi, in modo tale da creare un linguaggio proprio, ricco di poesia ed evidenziato dai grandi segni neri, che caratterizzano tutta l’opera di Klee, e che risaltano sullo sfondo monocromo.

È così che la pittura diventa l’unico modo per esprimere la sua particolare sensibilità, la sua estetica e la sua dimensione interiore dato che negli ultimi anni anche la sua altra grande passione, la musica, gli era stata negata a causa della malattia. Infatti, Klee aveva appreso fin da giovane l’arte della musica dal padre, e fu un talentuoso violinista finché le sue condizioni di salute glielo permisero.

Paul Klee fu a lungo considerato un artista folle ma la sua tristezza e cupezza sembrano preludere agli anni della Grande Guerra che a breve, purtroppo, si sarebbero materializzati. Egli rappresenta uno dei maggiori esponenti dell’Espressionismo europeo e uno dei più grandi artisti del Novecento, oltre che una testimonianza unica di chi, combattendo le difficoltà della Sclerodermia, è riuscito a dare uno speciale impulso alla sua arte e a scrivere un importante capitolo dell’Arte Contemporanea.

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